Vediamo se qualcuno si riconosce in quello che Anna Russell chiama il purgatorio “organizzativo”.

Hai tanti quaderni o blocchi pieni di note per l’ufficio, per le spese, per gli appuntamenti, per gli scarabocchi. Hai un calendario da parete, uno da scrivania e due o tre app per la versione digitale.
Scrivi liste di film da guardare o libri da leggere che non ritroverai mai più e fai sempre fatica a recuperare le tue coordinate bancarie. In pratica, sei una persona “da più quaderni”.

Ryder Carroll, l’inventore del Bullet Journal, è una persona da più quaderni. Nato a Vienna da insegnanti americani, era un bambino distratto, costantemente indietro a scuola e ansioso. Gli venne diagnosticato il disturbo da deficit di attenzione e iperattività e, per superare le lezioni, iniziò a sviluppare piccoli trucchi di scrittura di diari. Scrivendo i suoi pensieri riuscì ad ottenere un effetto calmante e negli anni successivi iniziò a delineare il Bullet Journal – o BuJo.

Negli anni successivi, il metodo è diventato una comunità globale presente con molte varianti: BuJo per studenti, BuJo per genitori, BuJo per artisti…

È un tema enorme che non può essere trattato in un unico post ma, come dice l’autore del libro “Il metodo Bullet Journal”, non si tratta solo di organizzare appunti o liste, ma riguarda il vivere consapevolmente.

Questo metodo aiuta a passare da comparsa a protagonista della propria vita.

> Come iniziare?

Carroll preferisce i quaderni con la griglia a punti, ma l’importante è usare tutto ciò che funziona per te.

“Le liste non sono solo cose che dobbiamo fare, ma ogni attività è un’esperienza in attesa di nascere.”

“Aggiungi solo ciò che ti serve e sii paziente con te stesso, perché è una novità. Non lo stai facendo nel modo giusto, non lo stai facendo nel modo sbagliato, ma stai solo cercando di capire mentre procedi.”

“È come se ogni giorno fosse un’altra possibilità.”