A volte, quando arriviamo alla fine della giornata, ci sentiamo in colpa perché non siamo riusciti a fare ciò che avremmo voluto.

Proviamo un senso di sconforto quando abbiamo fatto meno attività del previsto.

La sensazione è quella di “non aver fatto abbastanza”.

Queste emozioni negative non fanno altro che spegnere la nostra motivazione e voglia di fare. Si crea un circolo vizioso che può bloccarci del tutto.

Ma perché si crea questo meccanismo? I motivi principali sono tre:

1. Colleghiamo la nostra autostima alla produttività.
In pratica, l’autostima aumenta o diminuisce in base al nostro rendimento. Ma le giornate sono troppo imprevedibili per lasciare che ci sia questo collegamento.

2. Cerchiamo di raggiungere degli obiettivi troppo grandi.
Un traguardo da raggiungere motiva solo se è fattibile (e non deve essere nemmeno troppo facile come abbiamo visto qui con la regola Goldilocks: https://t.me/alumedifare/759).

3. Pensiamo sempre che gli altri stiano facendo molto più di noi.
Ma come diceva Theodore Roosevelt: “Il confronto è il ladro della gioia”.

>> Come fermare questo meccanismo?

Separiamo chi siamo, la nostra identità personale, dal numero di cose che dobbiamo spuntare ogni giorno.

Poniamoci obiettivi realistici e raggiungibili. Premiano i progressi che facciamo piuttosto che il raggiungimento degli obiettivi.

E soprattutto impariamo una cosa: non saremo mai produttivi al 100%. Se non lo ammettiamo, resteremo sempre in balia del senso di colpa credendo di non aver fatto abbastanza.