Josh Cohen, l’autore del libro “Not Working: Why We Have to Stop”, afferma che le persone stanno cambiando l’idea che hanno del lavoro.

“Viviamo in una cultura che esclude l’inattività e demonizza l’ozio. Lavoro, connessione e un flusso costante di informazioni sono le norme culturali che occupano anche i momenti più tranquilli. Non c’è da stupirsi che così tanti di noi si stiano esaurendo.”

Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo, la più difficile e la più intellettuale – Oscar Wilde

L’articolo pubblicato su Digiday ha identificato le tendenze che caratterizzeranno il lavoro nel 2020.

Il concetto principale è che le nuove generazioni si stanno rendendo conto che c’è altro oltre il lavoro. Non si tratta di sognatori, ma proprio di un cambiamento radicale.

I team respingono con maggiore frequenza la continua richiesta di urgenza e vogliono dare priorità al tempo che serve per la creatività.

In particolare, è stata presa come riferimento la Generazione Z e vediamo cosa è emerso:

 Le nuove generazioni si occuperanno di lavori diversi.
 La Open University nel 2017 ha scoperto che il 95% delle nuove generazioni vorrebbe avviare un’attività in proprio (rispetto al 47% dei millennial).
 Il 53% non prevede di fare affidamento solo sul proprio lavoro come unica fonte di reddito.
 Il 75% vuole svolgere più ruoli all’interno di un’unica organizzazione.

“Vogliono il cambiamento e lo vogliono costantemente.”

>> Nessuna separazione tra lavoro e vita privata. Cohen afferma che è sempre più comune farsi conoscere interamente in ufficio. Il lavoro riguardava il lavoro, ma è sempre più comune condividere gusti, antipatie, hobby, opinioni, emozioni. Insomma, farsi conoscere interamente.
Piangere al lavoro non è più visto come una debolezza, ma come qualcosa di naturale (come anche ridere).

>> Gli stipendi diventano trasparenti. La ricerca dimostra che mantenere segreti questi dati serve solo per mascherare le disuguaglianze.

>> Più rilievo alla salute mentale e al benessere. La salute mentale e il burnout sono trattati sempre più apertamente. È anche importante poter parlare liberamente dell’ansia e capire come migliorare la qualità del lavoro.