In un sondaggio aggiornato nel 2019, è emerso che il 97% dei project manager intervistati usa almeno due o più strumenti per gestire i progetti.

Il 52% non è molto soddisfatto degli strumenti usati.

La percentuale di persone che lavora da remoto è in continuo aumento, ma solo il 17% dei project manager ritiene che i software usati li stiano aiutando in ogni aspetto a gestire i collaboratori a distanza.

Il 70% afferma che il loro lavoro sarebbe stato più semplice se il software avesse avuto altre funzioni.

La maggior parte dei project manager è disposta a cambiare il proprio software nel 2020.

E solo per questa categoria di tool, tra applicazioni e programmi dedicati alla gestione dei progetti, troviamo oltre 1.000 nomi diversi…

Nel mio piccolo, una delle principali richieste che ricevo riguarda proprio l’avere un aiuto nella scelta dello strumento ideale.

Come scegliere lo strumento migliore ed evitare di usarne troppi?

La base:
1. Segna i problemi che stai cercando di risolvere.
2. Seleziona, in base alla semplicità, le principali piattaforme che ti permetteranno di risolvere quei particolari problemi.
3. Inizia in piccolo a testare lo strumento che ti sembra migliore e che è più in linea con le tue necessità. Anche se hai progetti enormi, parti da una cosa semplice.

Seconda parte:
1. Preferisci uno strumento che ti permetta di adattare le configurazioni in base ai singoli progetti.
2. Scegli strumenti che riescano a integrarsi bene con altri tool.
3. Accertati che ci sia la possibilità di esportare e preservare i dati inseriti.