Dimmi se ti è mai successo: hai lavorato per settimane a un grande progetto impegnandoti tantissimo. È quasi in fase di chiusura e, durante una delle ultimi riunioni, qualcuno solleva dei dubbi concludendo con: “Dobbiamo rivedere l’intera direzione di questo progetto perché non mi convince”.

Quindi torni alla tua scrivania distrutto perché ti rendi conto di dover rifare quasi tutto. Una sensazione terribile.

Questo fenomeno si chiama “The Seagull Effect” e deriva dal libro del 1985 di Ken Blanchard e Spencer Johnson, “The One Minute Manager”.

>> The Seagull Effect: quando qualcuno arriva all’ultimo minuto nel momento sbagliato, fa molto rumore, scarica su tutti lasciando un gran disordine alle spalle e poi vola via.

Per evitare che il gabbiamo torni, puoi usare il modello 30/60/90 (che non è un metodo di pagamento ).

Questo modello è progettato per ottenere diversi tipi di feedback in diverse fasi del progetto.

 Feedback del 30%: quando sei nella fase iniziale del progetto e prima di andare oltre, chiedi al team idee, opinioni o suggerimenti sul concetto generale. È questo il momento per rivedere eventualmente la direzione, ma è il momento sbagliato per concentrarsi sulle rifiniture.

 Feedback del 60%: quando hai una bozza del lavoro fatto, coinvolgi più persone possibili per avere un riscontro. Questa è forse la fase più critica e più lunga, la parte che prevede l’aggiunta o la modifica di sezioni, la verifica delle impostazioni o della struttura, ecc.

 Feedback del 90%: hai già superato due fasi, adesso è il momento di parlare dei ritocchi e delle modifiche finali. È la fase del “cosa potrei essermi perso per strada” e quali ritocchi potresti dare alla formattazione e all’editing. Questo NON è il momento per parlare della direzione generale del progetto.

Questo approccio si collega al motto che usano in Trello per evitare queste situazioni: non sai quello che non sai.

Sembra un gioco di parole, ma in realtà spetta al team aiutarti a vedere gli aspetti di un progetto in un modo che non avresti mai potuto vedere. Il prodotto finale è sempre migliore quando arriva dall’unione di pensieri diversi.

Per fare progressi, serve essere disposti a cambiare ciò che non funziona e a provare qualcosa di nuovo, senza temere l’arrivo di un gabbiano.