Concetto principale di Marie Kondo da applicare anche al lavoro: riordinare rappresenta un’occasione per tornare a interrogare sé stessi.

Quando facciamo pulizia, prendiamo piccole decisioni che ci aiutano a rivalutare il modo in cui lavoriamo.
“Ne ho veramente bisogno?”
“Questi oggetti mi rappresentano?”

Pulire non riguarda solo lo spazio fisico, ma anche quello mentale ed emotivo. Puoi decidere di rivedere il tuo calendario per togliere qualcosa che in fondo ti fa solo perdere tempo. Puoi selezionare i tuoi contatti scegliendo chi migliora il tuo lavoro. Puoi imparare a dire di no a determinati obblighi.

Il lavoro viene visto sotto una luce diversa.

Il metodo in poche parole: si parte da una categoria alla volta (libri, documenti, ricordi…) e si accumulato tutti gli oggetti in un punto prendendoli poi singolarmente e selezionando quelli che danno gioia.

Cosa fa Marie Kondo di particolare?

1. Esprime gratitudine. Marie Kondo saluta e ringrazia l’ambiente, ma anche gli oggetti prima di buttarli.

E in ufficio? La tua scrivania sta facendo molto per te, è un posto che ha visto i tuoi successi, le tue sconfitte, i momenti felici e di sconforto. Prendere del tempo per pensare agli oggetti, ti costringe a riflettere su tutto ciò che hai realizzato in così poco spazio.

2. Ha una chiara visione di ciò che vuole ottenere. E nel tuo caso potrebbe significare creare uno spazio più pulito per concentrarti sui progetti che ti interessano mantenendo solo gli elementi che ti aiutino a lavorare meglio.

Consiglio #01: esponi gli oggetti che ti rendono felice. Una foto, un regalo, un biglietto… ti aiuteranno nei momenti no.

Consiglio #02: studia un sistema di archiviazione semplice. Spesso il disordine è causato dalla difficoltà nel riporre le cose ed è più semplice accumulare piuttosto che cercare di capire dove mettere qualcosa.