Diretto, sincero e con un tocco di umorismo che non fa male, è un libro molto scrorrevole scritto dalla svedese Margareta Magnusson che ha, come lei stessa riporta, tra gli ottanta e i cento anni e cinque figli.

Tratta un tema delicato, quello della morte, insieme a consigli pratici su come gestire gli oggetti. L’autrice racconta di come in Svezia le persone si impegnino a sistemare la propria vita per alleggerire quella degli altri.

Il termine usato per questa pratica è “döstädning” e significa passare in rassegna tutto quello che si ha e decidere in che modo disfarsi di quello che non si vuole più per non far ricadere questo compito su altre persone.

> Perché ti parlo di questo libro?

Lo scopo del döstädning è quello di risparmiare tempo.

Essere consapevoli di ciò che si possiede e liberarsi di quello che non si vuole più è un atteggiamento da mantenere per tutta la durata della vita. E naturalmente vale anche per il lavoro.

Non sono molte le persone che si preoccupano di ridurre la quantità di oggetti in loro possesso.

In ottica lavorativa, essere pienamente consapevoli di ciò che si ha e dell’organizzazione degli spazi aiuta ad evitare i periodi di sfinimento che portano le persone a gioire di appuntamenti saltati, eventi rimandati, incontri evitati solo perché ci sono cose che non si riescono più a gestire.

Si è talmente stanchi che si preferisce evitare piuttosto che sistemare. Gli oggetti, gli spazi incasinati, il costante accumulo influenzano le nostre giornate, il nostro stato d’animo e le nostre relazioni.

“Non è divertente giocare a “nascondi la chiave” quando sei tu che la nascondi a te stesso.”