Il perfezionismo è un’arma a doppio taglio. Da un lato può motivarti a raggiungere livelli sempre più alti di qualità. Dall’altro può causare ansia e rallentamenti nel lavoro.

Spesso una persona si etichetta come perfezionista credendo si tratti di una caratteristica positiva, in realtà la ricerca continua della perfezione nelle attività nasconde spesso delle paure.

Paura di non essere all’altezza e allora si continua a cercare e ricercare, paura di esporsi, paura di essere criticati.

Ed ecco che con la frase “Sai, sono un perfezionista” si soffoca la creatività perché si ha paura di lasciarsi andare.

Ovviamente tutto questo non deve essere usato come scusa per lavorare male…  ma rimane il fatto che, per ottenere dei risultati significativi, bisogna lasciare andare il controllo e accettare che qualcosa sia imperfetto.

> Come darsi una regolata senza essere vittime del perfezionismo:

1. Chiedi dei feedback. Nella maggior parte dei casi ciò che ritieni ancora imperfetto in realtà può trovarsi ad un ottimo livello.

2. Usa delle checklist. Spesso si crede che usare checklist e procedure serva solo per organizzare meglio il lavoro, ma non si tratta solo di questo. Una lista operativa permette di non dimenticare certe cose, ma soprattutto dà un segnale di stop. Avere dei punti definiti da raggiungere aiuta a non andare oltre perdendo tempo su attività già eseguite.

3. Distogli il pensiero. Se passi troppo tempo a pensare alla stessa attività, non farai altro che aumentare l’ansia e non accetterai mai quello che stai facendo scatenando un circolo vizioso.

Trovo molto vera l’affermazione di Matt Plummer, fondatore di Zarvana, piattaforma che aiuta i lavoratori a diventare più produttivi:

“La ricerca della perfezione è un po’ come vagare per un viaggio senza meta dove si continua a camminare, ma non si è sicuri di avvicinarsi alla destinazione.”

Per approfondire:
https://hbr.org/2019/04/how-to-manage-your-perfectionism